Cod. T/10/2010

Scadenza della valutazione del rischio stress lavoro correlato

Entro il 31 dicembre 2010 tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, devono effettuare la valutazione dello stress correlato al lavoro secondo le linee guida approvate nelle riunione di venerdì 17 novembre 2010 dalla Commissione consultiva permanente per la salute nei luoghi di lavoro istituita presso il ministero del Welfare.

Lo stress lavoro-correlato non deve essere confuso con il mobbing o con comportamenti volutamente persecutori.
Il rischio da stress può essere presente in qualunque luogo di lavoro e colpire qualsiasi lavoratore e la sua valutazione ha lo scopo di individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute.
Si tratta quindi di ricercare, nell’organizzazione del lavoro, gli elementi di rischio che possono causare stress, fra cui la circolare Ministeriale individua per la prima valutazione, c.d. valutazione preliminare, indicatori oggettivi e verificabili, appartenenti a tre distinte famiglie:

  • I. Eventi sentinella, quali ad esempio: il numero degli infortuni, le assenze per malattia, i procedimenti disciplinari, le segnalazione del medico del lavoro, ecc.

  • II. Fattori di contenuto del lavoro, quali ad esempio: orari di lavoro troppo lunghi, turni particolarmente faticosi, carichi di lavoro eccessivi oppure troppo ridotti, monotonia e frammentarietà del lavoro, posti di lavoro inadeguati, temperature elevate o basse, eccessivo rumore, ecc..

  • III. Fattori di contesto del lavoro, quali ad esempio: incertezza degli incarichi e dei compiti, ambito di autonomia, ecc.

I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori potranno utilizzare, fino al 30 giugno 2012, l’autocertificazione dei rischi.
Come riportato nella citata circolare, la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi, pertanto, invitiamo tutti i datori di lavoro a regolarizzare le proprie posizioni tenendo presente che le sanzioni per i trasgressori sono di carattere penale e che i controlli sono sempre più frequenti.

fonte: Fisco e Tasse

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