Assunzione giovani eccellenze: esonero contributivo per laureati col massimo dei voti e dottorati di ricerca
Assunzione giovani eccellenze
Giusy Pirosa

Le giovani eccellenze possono essere davvero il futuro del nostro Paese, e per questo motivo si è deciso di premiarle in modo da consentire un loro più semplice ingresso nel mondo del lavoro.

La nuova Legge di Bilancio prevede alcune agevolazioni per quei datori di lavoro che decideranno di assumere proprio soggetti che rientrino nelle così dette eccellenze.

A chi si rivolge la normativa sulle assunzioni di giovani eccellenze

In particolare, con le disposizioni aggiunte alla legge di Bilancio si vuole fare riferimento all’assunzione di tutti quei soggetti che si siano laureati con il massimo dei voti, o che abbiano conseguito un dottorato di ricerca.

Per il datore di lavoro privato che assumerà questo tipo di soggetti si vedrà un esonero contributivo che potrà essere al massimo di 8 mila euro all’anno, somma che bisognerà dividere per 12 mensilità.

Il datore di lavoro potrà usufruire della concessione nel caso in cui si occupi di assumere il lavoratore con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Chi sono le giovani eccellenze

Per capire ancora di più chi rientri nel novero delle giovani eccellenze, sarà necessario approfondire i riferimenti alle persone che potranno essere assunte grazie a queste concessioni.

In particolare, si tratta di:

  • Giovani che abbiano conseguito la laurea con una votazione di 110 e lode e che abbiano ottenuto il titolo dal 1° gennaio 2018 sino al 30 giugno del 2019;
  • Persone che non abbiano superato i 30 anni d’età e che abbiano conseguito la laurea senza andare fuori corso;
  • Lauree che siano state conseguite in università statali oppure in atenei che siano legalmente riconosciuti, anche non in Italia ma all’estero.

Non sarà possibile, invece, accedere al mondo del lavoro seguendo questo canale preferenziale qualora il titolo universitario sia stato conseguito con corsi online.

Appartengono, inoltre, alle giovani eccellenze anche coloro che abbiano conseguito un dottorato di ricerca, sempre con il massimo dei voti, e che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Dottorato di ricerca che sia stato conseguito dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno del 2019;
  • Dottorato conseguito all’interno di un ateneo italiano statale, o legalmente riconosciuto, o anche conseguito all’estero, sempre in un’università riconosciuta;
  • Non aver superato, al momento del conseguimento del titolo, i 35 anni di età.

Anche per questa situazione si esclude la possibilità di accedere ai benefici nel caso in cui il titolo sia stato conseguito in un’università telematica.

I tipi di contratto che rientrano nel beneficio

Il datore di lavoro, per poter usufruire dello sconto a livello contributivo, dovrà costituire con il lavoratore un contratto a tempo indeterminato.

Il contratto di lavoro potrà essere sia per un orario a tempo pieno, sia per un part time.

Nel caso in cui si faccia riferimento al part time, sarà necessario ricalcolare il bonus sulla base dell’orario di lavoro del soggetto assunto.

Rientreranno nella possibilità di ottenere i benefici contributivi anche i casi di trasformazione di un contratto di lavoro a tempo determinato in uno a tempo indeterminato presso lo stesso datore di lavoro.

Ovviamente, anche in questa situazione sarà necessaria la sussistenza degli elementi di merito del soggetto che vedrà la trasformazione del contratto.

I casi di esclusione dai benefici

Il datore di lavoro potrebbe, però, essere escluso dalla possibilità di accedere ai benefici in alcune situazioni.

Questo può accadere nel caso in cui esso si sia occupato, nei 12 mesi precedenti rispetto all’assunzione, di licenziare con giustificato motivo un soggetto, o una pluralità di soggetti, che svolgessero essenzialmente le medesime mansioni rispetto a quelle che sarebbero state affidate al nuovo lavoratore assunto.

Inoltre, il datore di lavoro potrà anche vedere revocati i benefici precedentemente ottenuti nel caso in cui, nei 24 mesi successivi rispetto all’assunzione del lavoratore meritevole, lo licenzi per giustificato motivo, oppure arrivi a licenziare lavoratori che svolgano le sue stesse mansioni e che si trovino nella sua stessa unità produttiva.

In questi casi, il datore di lavoro vedrà la sospensione dei benefici, e dovrà anche restituire i contributi che non aveva precedentemente versato.

Tali disposizioni sono state inserite allo scopo di proteggere i lavoratori ed evitare che i datori di lavoro utilizzino le nuove normative allo scopo di ottenere dei benefici senza impegnarsi nel sostentamento a lungo termine di un nuovo lavoratore.

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