Bonus occupazionale giovani eccellenze: cos’è e chi ci rientra
Bonus occupazionale giovani
Giusy Pirosa

I ragazzi che avranno dimostrato di essere stati in grado di impegnarsi negli studi verranno concessi particolari benefici.

Si tratta, in questo caso, del così detto bonus occupazionale giovani eccellenze, previsto dalla nuova Legge di Bilancio, e valido per tutto il nuovo anno.

In che cosa consiste il bonus occupazionale giovani eccellenze

In particolare, questo bonus riguarda le assunzioni che siano effettuate dal 1° gennaio sino al 31 dicembre del 2019.

Esse dovranno essere assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, e riguarderanno sia laureati sia i dottori di ricerca.

Per incentivare le loro assunzioni, infatti, si riconoscerà un bonus al datore di lavoro.

Tale bonus consiste nell’esonero rispetto al versamento dei contributi previdenziali, con l’esclusione dei premi e dei contributi Inail. L’esonero potrà arrivare al massimo ad 8 mila euro, e dovrà essere distribuito nei 12 mesi di permanenza dello sgravio.

A chi si rivolge il bonus occupazionale giovani eccellenze

Dal punto di vista del lavoratore, il bonus occupazionale giovani eccellenze si rivolge a tutti i soggetti che abbiano conseguito una laurea magistrale, o un dottorato di ricerca, ma solo a particolari condizioni.

Per i laureati, il titolo dovrà essere, appunto, magistrale, e dovrà essere stato ottenuto dal 1° gennaio del 2018 al 30 giugno del 2019.

Il soggetto dovrà aver ottenuto il titolo con il massimo dei voti e la lode, e non dovrà mai essersi trovato nella condizione di fuori corso.

Inoltre, per ottenere i benefici, dovrà avere un’età che non superi i 30 anni al momento del conseguimento del titolo stesso.

Per poter vedere riconosciuta la laurea ai fini di questo bonus, essa dovrà essere stata conseguita in un’università statale, o anche legalmente riconosciuta, e potrà essere stata conseguita anche all’estero, sempre nel rispetto di queste condizioni.

Non sono comprese, invece, le lauree che siano state conseguite in corsi realizzati da università telematiche.

Per i dottori di ricerca, si applicano dei criteri simili. Il titolo dovrà essere stato conseguito dal 1° gennaio del 2018 sino al 30 giugno del 2019.

Il titolo stesso dovrà essere stato conseguito entro il compimento del trentaquattresimo anno di età, e anche in questo caso, solamente per dottorati che siano stati realizzati in università statali, o legalmente riconosciute, e anche all’estero.

Anche in questo caso si esclude la validità di dottorati che siano stati conseguiti in università telematiche.

A quali contratti si applica l’incentivo

Si è visto come il datore di lavoro si debba impegnare ad assumere il lavoratore “virtuoso” con un contratto a tempo indeterminato.

Questo elemento è essenziale, in quanto dimostra la voglia di investire nel giovane laureato o nel dottore di ricerca.

 

Potranno essere compresi non solo contratti full time, ma anche contratti part time.

In questo caso, si ricorda che il bonus potrà essere ricalcolato in modo proporzionale rispetto all’orario di lavoro che il soggetto debba svolgere.

Ad esempio, per un part time puro (che quindi consista in un orario pari alla metà rispetto a quello full time) i contributi “scontabili” saranno di 4 mila euro in un anno.

L’esonero a livello contributivo, inoltre, si potrà applicare anche ai casi di trasformazione di un contratto di lavoro a tempo determinato in uno a tempo indeterminato.

La trasformazione dovrà essere avvenuta sempre nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre del 2019.

Anche in questo caso, il soggetto lavoratore dovrà comunque avere i requisiti previsti dalla legge per usufruire della trasformazione, e per consentire al datore di lavoro di ottenere il bonus.

L’esonero, invece, non si potrà applicare ai rapporto di lavoro domestico e vede anche delle esclusioni nel caso in cui il datore di lavoro privato, nei dodici mesi precedenti rispetto all’assunzione, abbia proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo, oppure a licenziamenti collettivi.

Tali licenziamenti dovranno essere avvenuti nella medesima unità produttiva per la quale si voglia procedere all’assunzione del nuovo personale.

Inoltre, il datore potrà vedere il recupero del beneficio già fruito, e la revoca dell’esonero, nel caso in cui abbia licenziato il lavoratore assunto mediante l’esonero, oppure un lavoratore che sia impiegato nella stessa unità produttiva e che sia inquadrato con la stessa qualifica del lavoratore assunto tramite il beneficio.

Questa regola si applica entro i 24 mesi successivi rispetto all’assunzione.

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