Incentivo occupazione Mezzogiorno: decontribuzione per le assunzioni al Sud
Incentivo occupazione Mezzogiorno
Giusy Pirosa

L’occupazione nel Sud Italia è una delle preoccupazioni che diversi Governi hanno dovuto affrontare, ed ora sembra essere arrivata un’ulteriore manovra che dovrebbe cercare di porre rimedio alla mancanza di lavoro e di investimenti.

Si tratta dell’incentivo occupazione per il Mezzogiorno, un tipo di intervento che consentirebbe di portare nuovamente le imprese ad assumere dei lavoratori in modo, se non permanente, sicuramente a lungo termine.

Le caratteristiche dell’incentivo occupazione per il Mezzogiorno

L’incentivo per l’occupazione nel Mezzogiorno era già stato previsto durante il 2017, ed è valido anche per quest’anno, proprio perché in grado di smuovere il mercato del lavoro a favore di alcune fasce di lavoratori.

In particolare, esso riguarderebbe:

  • Tutti i lavoratori, sia uomini sia donne, che abbiano un’età compresa tra i 16 e i 34 anni;
  • Tutti i lavoratori, sia uomini sia donne, che abbiano dai 35 anni di età in su, e che siano privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Questa seconda categoria riguarda tutti quei soggetti che abbiano anche svolto delle attività lavorative, ma non durature.

Ad esempio, possono rientrare in questo gruppo i soggetti che abbiano lavorato saltuariamente, e che, sicuramente, non abbiano avuto un impiego stabile nei sei mesi precedenti rispetto all’assunzione per la quale sia applicabile l’incentivo.

Gli elementi legati all’incentivo

Ma in che cosa consiste l’incentivo per le assunzioni nel Mezzogiorno? Allo scopo di aiutare le imprese e i lavoratori, si prevede la possibilità di ottenere, per un’azienda che abbia assunto una persona che rientri nelle categorie suddette, uno sconto pari al 100% dei contributi che essa dovrebbe versare per il lavoratore stesso all’Inps.

Lo sconto non sarebbe illimitato, in quanto lo stesso potrebbe essere ottenuto fino ad un massimo di 8 mila euro annui per ciascun lavoratore neoassunto.

L’agevolazione può essere oggetto di utilizzo da parte del datore di lavoro in dodici quote mensili.

I tipi di contratto che consentono di ottenere l’incentivo per il Mezzogiorno

Tuttavia, non tutti i tipi di contratto previsti dal nostro ordinamento sono adeguati al fine di ottenere l’incentivo per le assunzioni nel Mezzogiorno.

Innanzitutto, si dovrà trattare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Lo stesso potrà essere un contratto costituito ex novo, quindi per l’assunzione di un nuovo lavoratore, oppure la trasformazione in contratto a tempo indeterminato di un precedente contratto per un soggetto già assunto presso lo stesso datore di lavoro.

Tuttavia, il soggetto non potrà usufruire del vantaggio nel caso in cui fosse già stato occupato a tempo indeterminato presso il medesimo datore di lavoro.

Il contratto a tempo indeterminato, inoltre, potrà essere sia full time sia part time: nel primo caso si applicheranno le disposizioni ordinarie, che indicano come ammontare massimo “scontabile” gli 8 mila euro, mentre nel secondo caso si dovrà ricalcolare l’ammontare in modo proporzionale rispetto all’orario di lavoro ridotto del lavoratore.

Ad esempio, per un vero e proprio part time, si farà riferimento ad una quota pari alla metà degli 8 mila euro previsti dalla legge.

Quali le Regioni coinvolte

Allo scopo di far ripartire l’economia in particolari aree del nostro Paese, la manovra relativa agli incentivi per le assunzioni nel Mezzogiorno riguarderà solo alcune Regioni.

In particolare, esse saranno l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia, la Sardegna e la Sicilia.

Per poter usufruire dello “sconto” rispetto ai contributi il datore di lavoro dovrà essenzialmente richiedere quello che è un conguaglio rispetto alle quote Inps che esso avrebbe dovuto versare.

La manovra, che viene anche indicata come relativa alla decontribuzione per le assunzioni al Sud, sarà valida sino al 2020, ma segnali positivi indicano la volontà di trasformare questo in un intervento praticamente permanente, sino al ristabilirsi di una situazione di parità delle regioni del Sud rispetto al resto del Paese.

Si parla, infatti, dello stanziamento di ben 500 milioni di euro per ogni annualità allo scopo di raggiungere questo tipo di risultato.

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